Qualcosa non va con Marvel’s Spider-Man

Mettiamo subito le mani avanti, in generale, l’avventura dedicata al nostro Spider-Man di quartiere non si può dire che non abbia centrato il suo obiettivo, sparare ragnatele per tutta New York, sorvolandola tra un palazzo e l’altro, con Insomniac Games ha tutto un altro sapore, dopo i vani tentativi fatti precedentemente che non superavano l’ambizione tipica di un tie-in senza molte pretese, il nuovo capitolo di Spider-Man si impone fin da subito senza lasciare dubbi: è il miglior gioco su Spider-Man mai realizzato(menzione d’onore doverosa a Spider-Man 2 per PS2 e al suo Web Swinging).
Prendendo da altri  titoli ciò che serviva Insomniac riesce  miscelare una formula che, per quanto non abbia nulla di originale, funziona egregiamente sposata alle abilità dell’uomo ragno.
Marvel’s Spider-Man comunque, a mio avviso, lascia molto margine di miglioramento per il prossimo titolo, affinché si possa proporre come un gioco interessante anche per chi non è fan del super eroe in tutina attillata rossa e blu.
Durante la mia esperienza con il gioco di infatti, nonostante l’apprezzamento generale, alcuni punti non mi hanno convinto abbastanza e altri invece avrei preferito fossero stati ideati in maniera completamente differente, di seguito raggruppati in 3 nuclei:

1. Auto-Ragnatele

La prima cosa di cui ci si rende conto la prima volta che si prende il controllo di Spider-Man è che “controllo” è un termine molto coraggioso per definire i viaggi di Peter Parker tra i palazzi di New York, il sistema ideato per volteggiare in aria con le ragnatele è molto più guidato e automatico di quanto ci si aspetterebbe, il grilletto destro, infatti, sembrerebbe avere eccessive manie di protagonismo, visto che con la sola pressione del suddetto tasto Spider-man:
– Corre;
– Spara la ragnatela;
– La rilascia in aria per agganciarsi ad un’altra;
– Si aggrappa alle superfici;
– Corre sui muri;
– Attiva la corsa acrobatica;
Insomma manca poco che faccia anche le faccende di casa al posto nostro.
Per evitare di stare fermi con il dito  premuto sul grilletto però, possiamo decidere di saltare manualmente lasciando la ragnatela a mezz’aria per poi spararne un’altra, ciò risulterà in un incremento della velocità di movimento di Spider-Man, che altrimenti, se lasciato fare, aspetterà sempre il punto massimo dell’oscillazione prima di passare al prossimo lancio, questa e la proiezione ragno purtroppo sembrano essere le uniche concessioni che  ci vengono fatte rispetto alle molteplici azioni tutte relegate alla sola pressione di R2. Per quanto riguarda le acrobazie sbloccabili durante il gioco, credo che non meritino nemmeno di essere prese in considerazione.

Nonostante l’autopilot di questo sistema però, pad alla mano il volteggiare per New York risulta comunque un’esperienza gratificante che non mi sento di condannare totalmente, tutto ciò rimane in ogni caso un passo in avanti importante per i giochi su Spider-Man e, forse, a tema supereoristico in generale, genere che non ha avuto altri momenti di gloria dopo la serie Arkham di Rocksteady, a cui non a caso Insomniac si è ispirata per il suo ultimo titolo.
Dal mio canto mi auguro che in un possibile sequel si dia più spazio al giocatore per quanto riguarda la meccanica centrale del gioco, anche a costo di un po’ di spettacolarità in meno.

2. Combat System 

Non è un mistero che il CS di Spider-Man sia una sorta di copia carbone, almeno alla base, di quello della sopracitata serie Arkham, ma non gliene facciamo di certo una colpa, se esiste qualcosa di buono da cui attingere per un nuovo titolo, perché non farlo, d’altronde, per citare Picasso, “i buoni artisti copiano, i grandi rubano”, inoltre tra colleghi scaccia crimine non ci sono problemi di questo genere.
Il problema sorge quando ci si rende conto il Freeflow di Marvel’s Spider-Man alla lunga sembri essere tra i Combat System più limitati e ridondanti che abbia mai provato: una sola combo a disposizione, premere il tasto quadrato ripetutamente darà vita ad una serie di 4 animazioni in loop finché i nemici non saranno tutti a terra(con l’ultimo aggiornamento ho notato che hanno aggiunto 1 o 2 varianti a qualche colpo ma in sostanza non cambia nulla).
Questa ridondanza negli scontri tuttavia,è necessario specificarlo, non la si  avverte nella serie di Batman Arkham, nonostante condividano lo stesso sistema di combattimento, Rocksteady utilizza il suo Freeflow in maniera un po’ diversa: Batman non esegue vere e proprie combo, ma le animazioni di ogni colpo vengono subordinate alla distanza tra lui e il nemico e alla quota del contatore dei colpi mandati a segno, quindi a farne le spese è solo il nostro amato Spider-Man.

L’elemento divertente degli scontri si può ritrovare dunque nell’utilizzo dei gadget che, se combinati ad alcune mosse specifiche, danno vita ad ottime soluzioni coreografiche e strategicamente interessanti, per esempio: abbiamo la possibilità di avvolgere un nemico con la regnatela, lanciarlo in aria e spingerlo verso un muro per lasciarlo li appeso, oppure possiamo usare la bomba di ragnatele per avvolgere più nemici in un colpo solo e con l’onda d’urto spingerli verso un muro e ottenere lo stesso risultato,  di azioni simili se ne possono fare abbastanza avendo un po’ di fantasia, fortunatamente questo elemento salva gli scontri dal disastro totale aumentandone la varietà rendendoli quindi più piacevoli da affrontare.
I benedetti gadget saranno di fondamentale importanza per rendere interessanti anche le fasi stealth, cosa che manca di fare l’imbarazzante intelligenza artificiale dei nemici, anche se, a mio avviso è molto più  soddisfacente utilizzarli in combattimento piuttosto che in maniera furtiva, si potrebbe  dire che l’arsenale in dotazione di Spider-Man favorisca maggiormente le scazzottate rispetto  all’approccio furtivo, a maggior ragione non credo sia esagerato mettere l’accento su una mancanza di varietà negli scontri corpo a corpo.
Anche le fasi stealth, neanche a dirlo, sono chiaramente  mutuate dalla serie di Rocksteady  ma inutile fare paragoni, lo stealth su Batman ci sta come il cacio sui maccheroni, diciamo che qui il pipistrello gioca in casa.

3. Ripetitività

Altra nota dolente che purtroppo bisogna imputare all’ultima fatica di insomniac Games riguarda le attività secondarie disponibili nel gioco. L’open world di Marvel’s Spiderman non si discosta neanche di un millimetro dal modello che conosciamo, una mappa disseminata di attività secondarie tra cui insediamenti delle varie fazioni da affrontare, torri da sbloccare e collezionabili espandono l’esperienza andando ad aggiungersi alla campagna e alle missioni secondarie, purtoppo però, le suddette attività si risolvono in un andare da un punto ad un altro della mappa, per portare a termine ciò che rimane in maniera meccanica fino a raggiungere il 100%.
Le sfide di Taskmaster sono forse l’unica attività davvero interessante tra quelle disponibili, con tanto di punteggio  e medaglia corrispondente a fine sfida, tolte queste, l’unico motivo per continuare a giocare è per puro spirito di completismo, sempre se riuscite a superare l’enorme muro della ripetitività.

Per concludere questa breve digressione, l’ultimo titolo di Insomniac Games non è un sicuramente uno dei migliori prodotti degli ultimi anni, ma si tratta sicuramente del migliore e più elaborato titolo dedicato a Spider-Man visto finora, che riesce a regalare più di qualche emozione durante la campagna con momenti davvero esaltanti e che, con il suo  sistema di “Web Swinging”, per quanto limitato, riesce a calare perfettamente il giocatore nei panni di Spider-Man, e forse ci basta questo.