La Verità su Resident Evil 2

In più vorrei fare un ulteriore appunto a Capcom, riguardo una nuova location tanto sbandierata nel pre lancio, l’orfanotrofio. Tralasciando la grandezza dello stesso, cioè 5 metri quadrati in una parte del gioco che va poco oltre lo scenografico, vorrei puntare il dito contro lo scarso coraggio di Capcom, che decide di inserire un orfanotrofio in una città in cui è scoppiata un’apocalisse zombie e decide di farlo deserto, senza alcun nemico e senza soprattutto inserire nessun bambino zombie. Capisco che Capcom non volesse ricadere in polemiche, non volesse compromettere le vendite con qualche scena più cruda che vada oltre i classici smembramenti di pupazzi vari però così no. Il massimo che hanno fatto è stato mostrare la figlia di Kendo, il padrone del negozio di armi, in uno stato di semi zombificazione in una cutscene a dir poco pietosa, che non c’entra nulla con l’orfanotrofio.

Già nel 1978 il Maestro Romero inserì qualcosa di ben più significativo di quanto fatto da Capcom
Senza andare troppo indietro, The Walking Dead

Se nel cinema (o in altri medium), l’inserimento di simili scene hanno un forte senso narrativo ed emozionale nel contesto in cui si trovano i personaggi, nel videogioco-media, oltre a racchiudere connotazioni simili a quelle di cui sopra, avrebbero potuto fornire ulteriori spunti per creare nuove situazioni ludiche, anzichè un edificio di 3 metri quadrati praticamente vuoti o una cutscene penosa (in tutt’altro contesto, dato che Kendo lo si incontra con Leon, mentre l’orfanotrofio è solo nello scenario di Claire).
Forse sarebbe stato meglio non pubblicizzare la realizzazione di una nuova location che in realtà dura 20 secondi, senza praticamente nessun nemico, se non il capo Irons che ci impegna in uno stupido nascondino (in cui nella smania di cercarci, praticamente ci apre lui stesso le vie d’uscita, spostando i mobili che ostruiscono il passaggio). Visto che nell’orfanotrofio ci troviamo principalmente con Sherry (che non può attaccare) si sarebbero potute trovare soluzioni molto più interessanti di così, come ad esempio succede in Resident Evil 4 con Ashley.

Dopo questo sfogo sembra quasi che Resident Evil 2 sia un gioco pessimo: non è così. Il gioco risulta comunque molto gradevole, le idee interessanti ci sono e la realizzazione c’è tutta. C’è da capire però se sia il gioco che meritiamo o quello di cui abbiamo bisogno, parafrasando Il Cavaliere Oscuro; Resident Evil 2 è un bel gioco ma inutile. Spendere tutte queste risorse semplicemente per un rifacimento di una cosa morta e sepolta da 20 anni e passa non era, secondo me, la cosa giusta da fare. Sarebbe stato molto più interessante un Resident Evil 8, un nuovo gioco con soluzioni ludiche pienamente sviluppate, libero dalle catene del passato.
Tornando alla domanda di cui sopra: direi che Resident Evil 2 Remake è il gioco che ci meritiamo, ma non quello di cui abbiamo bisogno.