Hollow Knight: Trionfo di un Genere

Quando ci si affaccia nel mare sconfinato degli indie, è facile rimanere spiazzati dalla quantità smodata di titoli presenti sul mercato, di conseguenza, risulta molto difficile trovare un gioco veramente valido, infatti, se è vero che il successo della scena indie ha permesso a tanti piccoli team, e con pochissime risorse, di avere una possibilità di farsi notare, è anche vero che farsi notare per il proprio progetto, anche se valido, risulta più difficile proprio a causa di questa enorme accessibilità allo sviluppo e alla pubblicazione, ottenuta dai  team indipendenti.
Molti dei titoli indie, comunque, sono dei videogiochi molto semplici, magari con una singola meccanica di base intorno alla quale viene costruito l’intero gioco, attraverso un processo di semplificazione che abbiamo visto spesso, soprattutto all’inizio, nello sviluppo di applicazioni per smartphone, non è un caso che molti dei titoli indie che troviamo  nei più blasonati store digitali come Steam, Playstation Store o Microsoft Store, primo distributore importante nella scena indie, li troviamo anche su piattaforma mobile, proprio grazie alla loro semplicità, che ben si sposa con il tipo di controlli e interfaccia che possiamo trovare su uno smartphone, salvo utilizzo di dispositivi esterni.

Tra tutti questi, però, non mancano i titoli più ambiziosi, che spesso hanno raggiunto anche dei Publisher importanti, vedi Cup Head e Microsoft, dei titoli che non si accontentano di puntare al piccolo progetto senza paura di addentrarsi in un processo di sviluppo più importante e esoso, titoli da cui traspare tutto l’amore del piccolo team di sviluppatori, fin nei minimi dettagli. Un fulgido esempio di quanto appena affermato è proprio il titolo di cui andremo a discutere: Hollow Knight.

Hollow Knight è un classico metroidvania, ampliato con meccaniche di influenza “soulsiana”, che a sua volta prese spunto dai classici del genere, insomma un vortice di influenza reciproca tra un genere e l’altro che punta verso l’alto, un po’ ciò che sta alla base del processo evolutivo, e noi giocatori non possiamo che esserne entusiasti.
In Hollow Knight, il nostro eroe è un misterioso cavaliere di dubbia provenienza, chiamato ad affrontare una non ben precisata missione in un mondo popolato da insetti, tutto ciò che sapremo del contesto e della nostra storia sarà affidato a dialoghi(e non solo) con i vari NPC che incontreremo, tra mercanti, altri guerrieri, e personaggi erranti per il mondo di gioco, un po’ come avveniva nei già citati Souls

L’hollow Knight arriva a Pulveria

Il mondo è diviso in diverse zone, ognuna con bioma e nemici specifici, disseminate di tantissimi segreti dietro pareti rompibili e sentieri oscurati, un mondo sotterrano a cui fa capolino il villaggio di Pulveria, punto di partenza del nostro viaggio nonché hub centrale del gioco.
Come nel più classico dei metroidvania, anche qui alcune zone saranno inizialmente irraggiungibili, fin quando non sbloccheremo delle abilità aggiuntive, di conseguenza, neanche a dirlo, il backtracking, anche in questa reincarnazione del genere, rimane parte del core system del gioco, questo ci permetterà di apprezzare maggiormente la minuziosità di Team Cherry nel creare un level design eccelso, in cui ogni pezzo del puzzle risulterà  perfettamente incastonato, andando a disegnare una mappa iper collegata, che sarà agilmente attraversabile da un capo all’altro, scegliendo il sentiero giusto e con le opzioni di movimento sbloccate nel corso del gioco.

Inoltre quasi tutte le mappe saranno collegate dalle stazioni di coleottero: punti adibiti al viaggio rapido che dovremo sbloccare consumando parte dei  geo raccolti, la valuta del gioco, alcune di queste invece saranno percorribili utilizzando le stazioni tramviarie: stessa cosa delle stazioni dei coleotteri ma che uniranno specifiche zone fisicamente collegate tra loro, insomma, ci sono tanti modi di raggiungere un’area, passando anche da punti diversi di partita in partita, questo creerà delle esperienze diverse a seconda delle attitudini esplorative del giocatore, una  libertà nella progressione davvero lodevole, soprattutto in un titolo simile.

L’hollow Knight in una classica stazione di coleottero

Non sarà soltanto il modo di spostarsi all’interno nelle mappe ad evolversi nel corso del gioco, anche il sistema di combattimento subirà delle modifiche, con vere e proprie mosse che si aggiungeranno al singolo attacco iniziale, a tutto ciò si aggiungono anche gli amuleti: Gli amuleti sono dei particolari oggetti che potremo equipaggiare, ognuno con effetti diversi(a volte con effetti secondari nascosti) e la combinazione di particolari amuleti potrò creare delle specifiche sinergie, sbloccando quindi degli effetti aggiuntivi.
Gli amuleti per essere equipaggiati necessitano però di particolari slot liberi detti “incavi”, ogni amuleto occuperà un numero di incavi diverso, questo numero potrà essere ampliato nel corso dell’esperienza, dandoci la possibilità di creare una sorta di build sfruttando la combinazione degli effetti dei vari amuleti.
Oltre agli attacchi fisici avremo anche delle abilità particolari chiamate “incantesimi”, questi richiederanno un consumo di anime per l’utilizzo, anime che raccoglieremo colpendo i nemici con l’aculeo. Le anime saranno anche la nostra cura da eventuali ferite, all’inizio avremo una limitata capacità massima di anime che potremo raccogliere, capacita che, come tutto il resto, sarà potenziata trovando determinati oggetti nel corso del gioco, stesso discorso vale per il numero di maschere che indicano i punti vita disponibili.

Contenitore di Anime e Maschere dell’Hollow Knight

Hollow Knight quindi esce prepotentemente dall’immaginario comune del gioco indie, divenendo subito un gioco complesso, con delle meccaniche da approfondire e incredibilmente pregno di contenuti, vi occorreranno circa dalle 50 alle 60 ore per portare tutto a termine, escludendo la godmaster(un contenuto aggiuntivo per chi ama la sfida estrema), un numero di ore spropositato durante le quali il gioco non lascerà mai la presa sul giocatore, tenendolo incollato allo schermo fino all’ultima area, fino all’ultimo boss, perché il gioco ha tanto da offrire ma voi non smetterete mai di volerne di più,un must per tutti che merita a pieni voti l’aureo Bollino del Bar Sagat.