Recensione God of War

Quando presentarono God of War per la prima volta, all’E3 di Los Angeles del 2016, fu difficile riconoscere in quella demo il gioco di Santa Monica Studio, una telecamera diversa dal solito ci presentava un gioco che sembrava voler fare della narrazione una parte importante dell’intera opera, fin dalle prime immagini  capiamo che non saremo da soli ma che ad accompagnarci ci sarà un bambino, Atreus, il figlio di Kratos, il rapporto fra i due sarà uno dei punti focali del gioco, come vedremo qualche anno dopo alla sua uscita, il 20 aprile 2018.
God of War però è ben lungi dal rinunciare alla sua vena violenta, anche lontano dalle divinità greche Kratos non si risparmia, le innevate terre norrene infatti non basteranno a raffreddare la sua rabbia e anche stavolta ci verrà chiesto di uccidere qualsiasi cosa si metta sul nostro cammino.
Partendo da un semplice incipit, la storia del dio spartano si intreccia con quella delle divinità norrene, durante il nostro viaggio infatti gli dei di questa parte del mondo, per qualche motivo a noi sconosciuto, saranno sulle nostre tracce , facendoci visita direttamente a Midgard, la terra degli uomini, da cui inizierà l’epopea.

Il gioco parte in maniera molto lineare, iniziandoci alle meccaniche di base del nuovo combat system, fin da subito avremo a nostra disposizione un attacco leggero e uno pesante, ognuno con una chain diversa e concatenabili tra loro, potremmo inoltre lanciare il leviatano, la nostra ascia, sui nemici che se colpiti nei punti deboli subiranno maggiormente l’effetto congelante dell’arma, inoltre, ormai disarmati, per difenderci potremmo utilizzare pugni e scudo fin quando non decideremo di richiamare la nostra ascia, nel frattempo conficcata in testa di qualche nemico congelato, l’ascia tornando indietro nelle nostre mani, falcerà tutto ciò che si troverà tra noi ed essa.
Alcuni nemici, più coriacei di altri, subiranno di meno o addirittura non subiranno completamente l’effetto del congelamento e non potranno essere mandati in juggle, in tutto questo Atreus, potrà darci una mano e, attraverso la pressione di un tasto, scoccherà una serie di frecce sui nemici, oppure, questa volta in maniera del tutto autonoma, si occuperà di immobilizzare un nemico per lasciarlo in balia dei nostri attacchi. Tutto ciò rende il nuovo cs molto molto esaltante, a fronte di un’iniziale ripetitività causata dalle poche mosse a disposizione, problema che andrà a scomparire dopo qualche ora di gioco. Un problema che invece non ci abbandonerà per tutta la durata del titolo, ma verrà solo tamponato dalle nuove abilità di Kratos, è dato dall’impossibilità di avere una visione completa sui nemici a causa della natura stessa del nuovo cs. In nostro aiuto ci saranno le preziosissime indicazioni di Atrus o degli indicatori intorno Kratos che ci segnaleranno la presenza di un nemico alle nostre spalle o l’arrivo di un attacco imminente. Questi elementi riescono più o meno a  mettere una pezza al problema senza però risolverlo del tutto.

Una volta superate le prime ore più lineari e guidate, il gioco si apre come un ventaglio in ogni suo aspetto: Il procedere si fa meno lineare e avremo la possibilità di sbloccare delle aree secondarie, alcune di esse nascoste, in cui risolvere enigmi, raccogliere collezionabili e affrontare quest secondarie, durante queste fasi verrà fuori la vena adventure del gioco, avvicinandolo a titoli come Darksiders e The legend of Zelda.
L’esplorazione inoltre sarà fondamentale per la raccolta di determinate risorse utili al crafting delle armature, da forgiare dai due Nani Brok e Sitri, che andranno ad incidere sulle nostre caratteristiche, nel nuovo capitolo di Santa Monica infatti abbiamo un sistema di equipaggiamento e statistiche degno di un GDR, con tanto di rarità per ogni elemento del nostro equipaggiamento, alle rarità più alte sarà possibile incastonare degli oggetti nei pezzi d’armatura per ottenere particolari effetti aggiuntivi, anch’essi con un loro livello di rarità.
Anche le armi avranno un incremento di livello e ad ogni livello ottenuto potremo investire esperienza per sboccare nuove abilità da aggiungere al moveset di Kratos e Atreus, queste si legheranno a doppio filo alla nostra build: avere determinati valori in alcune statistiche piuttosto che in altre  fornirà degli effetti aggiuntivi a specifiche abilità. A completare l’insieme di soluzioni a nostra disposizione per formare la nostra macchina da guerra personalizzata si aggiungono gli attacchi runici, potenti attacchi ricavabili per lo più come ricompense dai forzieri o acquistabili alla forgia, a loro volta potenziabili con l’esperienza per migliorarne gli effetti.

Come già accennato, la progressione abbandona dopo poco la linearità e lascia graduale libertà al giocatore permettendoci di esplorare alcune delle aree opzionali, altre si sbloccheranno andando avanti con la quest principale, in cui possiamo apprezzare il buon lavoro di level design svolto da Santa Monica, i litorali che costeggiano il lago dei 9 sono pieni di passaggi segreti e caverne da perlustrare e non mancheremo di apprezzare alcuni scorci sul panorama che fa da cornice al tempio di Tyr e alle titaniche statue che fuori escono dal lago, le aree esplorabili inoltre non saranno mai dispersive, grazie a degli shortcut ottimamente posizionati per agevolare l’esplorazione. La costruzione del mondo di gioco non si limita solo a Midgard, nel corso della nostra avventura sarà possibile visitare alcuni dei  9 regni legati ad Yggdrasil, l’hub centrale dell’intero universo norreno.

Simili lodi purtroppo non si possono tessere nei confronti dei Boss, molti di essi infatti, anche se in questo caso dovremmo parlare di midboss, saranno composti sempre dallo stesso nemico che, a parte per qualche dettaglio insignificante, avrà sempre lo stesso moveset e non necessiterà un approccio diverso per ognuna delle bossfight, inoltre l’animazione con cui Kratos finirà il nostro nemico sarà uguale per ognuna di essi . Proprio questo elemento forse mancherà ai fan dei vecchi capitoli, in questo God of War infatti non c’è traccia delle bossfight cruente e spettacolari tanto care a chi ha sempre seguito lo spartano in ogni sua apparizione.

Anche se con qualche scivolone, God of War offre comunque un’esperienza da non perdere, ricca di contenuti ed esaltante nella sua componente action, Santa Monica viene premiata per il suo coraggio e riesce ad entrare nel cuore dei giocatori proponendo qualcosa di completamente nuovo, stravolgendo e attuando un vero e proprio reset del brand, gli sviluppatori hanno già dichiarato l’intenzione di sviluppare altri sequel partendo da questo reboot a metà tra un action ed un adventure e noi non vediamo l’ora di vedere cosa sono in grado di fare con questa nuova formula. God of War per Playstation 4 dunque merita senza dubbio il bollino del Bar Sagat, orpello che pochi possono vantare nel nostro sito.