Little Nightmares: Un incubo tinto di giallo

“Le Fauci arriva ogni anno, sempre alla stessa ora, ma mai nello stesso posto, scivolando silenziosa sull’acqua scintillante. Giunta a destinazione affonda i suoi artigli in profondità e resta in attesa nel silenzio più profondo.

Non ci vuole molto perché arrivino gli ospiti. Sono mostruosi, affamati e madidi di sudore, con corpi sul punto di scoppiare e occhi colmi di tedio. Si accalcano sulla passerella e si addentrano nella bocca per poi scomparire per sempre.

Nessuno è mai tornato per raccontare cosa accade là dentro. Non ancora, almeno…”

 

Little Nightmares, il puzzle platform dei Tarsier Studios, racconta la storia di una bambina di nome Sei e della sua fuga da una struttura sottomarina denominata “Le Fauci”, di cosa si tratta e gli orrori consumati all’interno del posto da cui dobbiamo fuggire lo scopriremo durante il corso del gioco. La storia non ci viene spiegata attraverso una narrazione attiva: tutto ciò che accade dentro Le Fauci viene mostrato al giocatore in silenzio, attraverso elementi più o meno evidenti e altri dettagli che invece potrebbero sfuggire ad un occhio poco attento. La narrazione per immagini è ormai un tratto tipico di questo genere, basti pensare al più recente Inside dei Playdead, creatori anche di Limbo, da cui Little Nightmares prende a piene mani.
Il viaggio di Sei si declina in cinque capitoli, ognuno di essi interamente dedicato ad una sezione della struttura, e, in ogni capitolo, faremo la conoscenza di alcune figure che si occupano della gestione dei vari reparti del posto, tra cui “La Signora”. Proprio questi strani abitatori de Le Fauci saranno i nostri principali nemici e gran parte degli enigmi si basano proprio sul trovare dei modi per non farci catturare da essi.

Il Custode
Il Custode

Tutte le ambientazioni del gioco sono avvolte da un alone opprimente e grottesco, complice anche un ottimo comparto sonoro che dona alle grigie pareti, in contrasto con l’impermeabile giallo della nostra piccola protagonista, che compongono Le Fauci un sapore metallico, rumori di lamiera che stride che sembrano provenire dalle più remote profondità ci accompagneranno per quasi tutto il gioco, accrescendo il senso di angoscia nel giocatore. I suoni non contribuiscono soltanto ad arricchire l’atmosfera ma sono parte integrante del gameplay: evitare di fare rumore o creare fragorosi diversivi a volte ci garantirà la salvezza.
A completare il quadro della strabiliante e malata direzione artistica, mai sottotono in ogni capitolo, di Little Nightmares ci pensa un’ottima realizzazione tecnica, degna di nota l’illuminazione dinamica soprattutto quando usiamo l’accendino che abbiamo fin dall’inizio del nostro viaggio, il gioco di ombre che disegnano le pareti è ancora più accentuato dalla profondità donata da un’ambientazione 3D, nonostante la progressione nel gioco avvenga come nei più classici dei platform 2D.

Il gameplay non subisce alcuna evoluzione durante tutti e 5 i capitoli, le poche meccaniche che impariamo a padroneggiare una volta fatti i primi passi: saltare, arrampicarsi, afferrare e lanciare oggetti, saranno le uniche che ci serviranno per la risoluzione degli enigmi che si avvicendano uno dopo l’altro scandendo il ritmo dell’intera fuga di Sei.
Proprio gli enigmi però purtroppo sono l’unico vero anello debole del puzzle platform di Tarsier Studios, enigmi dalla risoluzione troppo semplice e immediata che gravano anche sulla già breve durata del titolo, non mi aspettavo dei puzzle cervellotici, ma in Little Nightmares non fermerete quasi mai la vostra corsa per pensare alle possibili soluzioni per la risoluzione dell’enigma, il tutto scorre troppo velocemente e il risultato è un’offerta ludica molto povera e sicuramente non all’altezza dell’eccellente direzione artistica.
Se siete dei completisti con Little Nightmare avrete comunque un ulteriore arricchimento dell’esperienza dato dalla ricerca dei collezionabili: bambole da distruggere, piccoli esseri che vi accompagneranno durante l’avventura, chiamati Nomini, da scovare e alcune lanterne sparse per i capitoli da accendere.


Un altro piccolo problema riscontrato durante le fasi platform è la prospettiva talvolta ingannevole. Forse vi capiterà di sbagliare un salto a causa di una prospettiva non proprio chiara, fortunatamente capita rarissime volte e soltanto in un caso ho trovato il problema realmente fastidioso.

Una delle poche volte in cui è possibile scorgere l’esterno della struttura

Non c’è molto altro da aggiungere e ogni informazione in più vi rovinerebbe solo la sorpresa, sappiate solo che questa volta i ragazzi di Tarsier Studios per poco non hanno sfiorato il capolavoro, più volte Little Nightmares vi sorprenderà con immagini cruenti e, a volte, inaspettate che avranno l’effetto di un pugno nello stomaco, davvero un peccato per gli enigmi di risoluzione un po’ troppo semplice ma che almeno donano al gioco quella fluidità che serve per godersi l’esperienza tutta d’un fiato, sicuramente una perla da non perdere per nessun motivo.

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