Best of E3 2018

Dopo aver vissuto questo E3 2018 tutto d’un fiato è giunto il momento dei bilanci: ecco quindi una carrellata di titoli (in ordine sparso) presentati alla fiera losangelina che più hanno colpito il Bar Sagat:

 

Resident Evil 2 Remake

Dopo l’annuncio avvenuto nel lontano 2015 da parte del producer di Capcom Hirabayashi, l’attesissimo remake di Resident Evil 2 si è finalmente mostrato a questo E3 2018. Era molta la curiosità relativa a questo importantissimo remake di uno dei capitoli della saga più belli, uscito nel lontano 1998 sulla prima Playstation, e una volta alzato il sipario sul titolo sono stati fugati i primi dubbi sul suo engine e sull’impostazione che Capcom ha deciso di dare al gioco. Il RE Engine, che abbiamo avuto già modo di apprezzare su Resident Evil VII, fa qui il suo ritorno abbandonando però la prima persona in favore di una camera “Over The Shoulder” alla Resident Evil 4; tuttavia, al contrario di quest’ultimo che ha un approccio più “action survival”, per Re2 siamo tornati ad un gameplay più classico e un’atmosfera che richiama più da vicino i vecchi Resident Evil, più oscura e dal ritmo compassato.
Dai lunghi gameplay mostrati sembra ci sia un ritorno delle vecchie tipologie di enigmi: delle chiavi da recuperare per poter accedere a tutte le aree del distretto di polizia di Raccon City oltre che ovviamente i classici nemici, zombie e B.O.W varie. Gli ambienti che andremo ad illuminare con la torcia in dotazione (piccola novità di questo remake) sembrano ben realizzati e ispirati e richiamano molto da vicino la fonte originale.
Ho comunque riscontrato qualche nota a mio avviso stonata: il design dei protagonisti lascia alquanto a desiderare (Leon sembra Zack Efron a 15 anni mentre Claire sembra una quarantenne drogata) come anche le animazioni (per lo meno di Leon dato che di Claire non si è visto alcun gameplay), soprattutto il movimento della corsa che ritengo pessimo.
Purtroppo è stato confermato che questo remake non avrà gli scenari “B” per i nostri protagonisti: quelle modalità che permettevano di giocare l’avventura di uno dei due protagonisti contemporaneamente alle vicende dell’altro, anche se il producer ha rassicurato i fan dichiarando di voler dare questa caratteristica già alle campagne principali. Il gioco uscirà il 25 gennaio 2019 ed è stato annunciato per Ps4, Xbox One e Pc; è stato lasciato intendere che su Xbox One X e Ps4 Pro si potrà scegliere tra una modalità 4K e una modalità a 60Fps.

 

Cyberpunk 2077

Durante l’ultima conferenza e3 di Microsoft, proprio prima della chiusura dell’evento, è stato mostrato un lungo trailer del nuovo titolo dei CD Project Red: Cyberpunk 2077 in cui, purtroppo, non è stato possibile vedere nulla oltre ad un filmato girato a quanto pare con l’engine del gioco. Forse un boccone un po’ agrodolce per chi, come me, aspettava finalmente di vedere uno scorcio di gameplay, al di là dell’estrema fiducia riposta nel talentuoso team polacco che, credo e spero vivamente, non deluderà le aspettative.
Nonostante ciò, come detto, il boccone ingerito contiene anche una parte dolce che ha stuzzicato il palato di molti giocatori, infatti, anche se non possiamo carpire praticamente nulla per quanto riguarda la parte attiva del gioco, abbiamo ricevuto delle informazioni su quello che sarà il mood generale.
Innanzitutto, come prevedibile dal nome, il gioco avrà un’ambientazione futuristica, mi aspetto quindi che CD Project possa prendere a piene mani dalla letteratura distopica e fantascientifica precorritrice del genere Cyberpunk: dal “Neuromante” di William Golding, a “Ma gli androidi sognano pecore elettriche” di Philip Dick, romanzo da cui è stato tratto il celebre film Blade Runner.
Nel video infatti possiamo notare come la tecnologia abbia stravolto radicalmente la società umana, una società in cui gli umani convivono civilmente  con robot umanoidi, si fa uso di innesti tecnologici e  in cui vengono esplorate nuove perversioni e piaceri, in una città, Night City, fatta di neon e marciume, immagine tipica delle ambientazioni descritte nella cultura futuristica proliferata intorno agli anni 80, periodo a cui il gioco sembrerebbe strizzare l’occhio nelle atmosfere, nei colori e nelle musiche.
In questo contesto, sarà interessante vedere all’opera l’abilità di scrittura di CD Project, tra hacker sovversivi, pirati del cyberspazio, traffico di “Slow Death”, controllo delle masse e fantapolitica, l’hype non può che salire in maniera vertiginosa.
Solo dopo la conferenza sono state diffuse delle informazioni su tutto ciò che riguarda effettivamente gameplay del gioco.
Innanzitutto si tratterà di un GDR, genere in cui gli sviluppatori hanno già dimostrato gran talento e, a diferenza della saga dedicata allo strigo, questa volta avremo una visuale in prima persona e dovremo creare un personaggio da zero, pur avendo un nome e un background prestabilito. Ci saranno sia elementi shooter che combattimenti con armi melee e non dovremo scegliere una classe preesistente, tutto dipenderà dalle nostre scelte, infine, avremo a disposizione diversi menù di potenziamento del pg(abilità, perk, etc…).
Insomma le premesse per un gran gioco ci sono tutte, e, con tutta probabilità, all’uscita di Cyberpunk avremo tra le mani, ancora una volta, un titolo da ricordare targato CD Project Red.

 

Death Stranding

Il protagonista  Sam Porter Bridges , nome con cui viene identificato all’interno del trailer da uno dei due nuovi personaggi presenti, vaga per delle lande desolate  appartenenti a quello che sembrerebbe a tutti gli effetti  essere il pianeta terra, ormai devastato da un cataclisma, ipotizziamo collegato a qualche forma di distorsione spazio-temporale con cause tutt’ora ignote. Il setting del gioco sembra  infatti ruotare attorno al fattore spazio-tempo, partendo dalle formule dei buchi neri incise sulle piastre identificative del protagonista nel primo trailer, arrivando alla pioggia misteriosa chiamata Timefall che invecchia tutto ciò di organico con cui entra in contatto, anche se il protagonista sembra l’unico a non risentirne. Sul nostro pianeta alcune leggi che governano il mondo sembrano ormai del tutto distorte, ad esempio la forza di gravità sembra molto bassa infatti si vedono svolazzare, trasportati dalla poca forza gravità, dei crostacei. La presenza di quelle figure invisibili che possono essere rilevate solo da un radar potrebbero essere la prova di una possibile unione di linee di universo sovrapposte causata dal cataclisma che ha reso la terra un posto inospitale,su questo ci torneremo più avanti. A questo E3 ci vengono anche presentate le prime  figure femminili del titolo, la prima, che sembrerebbe essere facente parte di un organizzazione di consegne chiamata Fragile Express,  interpretata dalla giovane Lea Seidoux  e la seconda dall’ormai anzianotta Lindsay Wagner, qui  proposta stranamente in una versione ringiovanita di se stessa, che a giudicare dalla foto che tiene con se il protagonista dovrebbe avere un qualche rapporto  con quest’ultimo. Per quanto riguarda il gameplay, oltre a svelare parzialmente l’open world del titolo, nella sua parte finale ci viene mostrata la meccanica stealth in cui il protagonista deve evitare delle oscure figure già presenti nel trailer precedente attraverso l’uso di un braccio radar che capta la loro presenza, questo strumento a quanto pare sarà molto importante ai fini del gameplay così come il feto contenuto all’interno dell’utero artificiale che Sam tiene sull’addome , dato che a quanto pare il funzionamento del braccio meccanico dipende dal collegamento di quest’ultimo all’utero artificiale; secondo una possibile teoria il braccio meccanico è la testimonianza visibile della percezione fetale che in questo mondo fittizio viene utilizzata per rilevare la presenza di figure appartenenti a una linea di universo diversa.  Inoltre possiamo anche fare qualche altra speculazione sul gameplay;  Sam a quanto pare fa parte di un gruppo che si occupa di consegnare merce all’interno di questo mondo in rovina, come possiamo notare dal trailer il trasporto della merce potrebbe essere presente in parte all’interno della struttura di gioco, magari aiutandosi con qualche mezzo di trasporto dato che si intravede ad un certo punto un mezzo a due ruote che il protagonista presumibilmente usava prima che esso precipitasse da un burrone. La presenza di una borraccia e di un paio di stivali  di tipo diverso da quelle già indossate dal protagonista fanno pensare ad un qualche aspetto survival del titolo come il bisogno di bere o di indossare a secondo del tipo di superfici scoscese o meno tipi diversi di stivali; infatti una meccanica presente all’interno è quella della scalata. Infine si può notare la presenza delle armi da fuoco, quindi l’assenza delle fasi puramente action è scongiurata anche se dalle parole del game designer si evince come il gioco possa essere giocato anche facendone a meno.  Aspettiamo di avere nuove informazioni al più presto.

 

Sekiro: Shadows Die Twice

Una delle sorprese di questo E3 2018 è stata sicuramente il nuovo titolo diretto dal padre dei soulslike, Hidetaka MiyazakiSekiro.
Il nuovo gioco dei From Software mette in chiaro fin dalle prime immagini il netto distacco dalla saga Souls, pur condividendo visibilmente alcuni elementi; In Sekiro infatti, a differenza dei souls, sembra esserci una componente stealth, ciò avvicina il gioco ad un’altra IP legata a From Software: Tenchu, e il rampino il quale potrebbe essere rivelatore di una maggiore verticalità nel level design degli ambienti esplorabili.
Una meccanica peculiare sembrerebbe essere quella della morte, quando si muore infatti, a detta del maestro, il respawn ci riporterà esattamente nel punto della nostra morte, con i nemici che torneranno alle loro routine, la morte diventa quindi in Sekiro un ulteriore possibilità tattica, con i dovuti limiti potrebbe essere davvero qualcosa di interessante anche se è naturale pensare che un sistema simile potrebbe rischiare di rompere gli equilibri del gioco, confido in un buon bilanciamento da parte di From ai fini di una migliore esperienza possibile.
In Sekiro sembra che vestiremo i panni di un samurai/ninja in un ambientazione fantasy del giappone feudale, setting un po’ inflazionato negli ultimi tempi, scelta che, ad essere del tutto sinceri, non mi fa saltare di gioia ma considerando il lavoro fatto con la serie Souls e Bloodborne per quanto riguarda la direzione artistica, mi sento di rimanere fiducioso anche nei confronti di Sekiro.
Nel breve video mostrato all’E3, non si riesce a cogliere molto per quanto riguarda invece il combat system, sembra esserci una sorta di deflect dei colpi avversari utilizzando la spada, elemento riconducibile al parry di Dark Souls e al colpo di arma da fuoco di Bloodborne, utilizzato per per interrompere un attacco avversario, anche il rampino sembra avere un ruolo importante all’interno degli scontri e sono curioso come tutto questo renderà pad alla mano.
Non resta dunque che aspettare il 2019 per poter mettere le mani finalmente su Sekiro, un titolo da non lasciarsi sfuggire assolutamente.

 

Devil May Cry V

Devil May Cry è senza dubbio uno dei franchise Capcom più importanti e famosi, grazie al tipico gameplay action stylish e al suo tamarrissimo protagonista Dante; inizialmente creato dal team Capcom interno guidato da Hideki Kamiya chiamato per l’occasione “Little Devils” (oggi in Platinumgames). Dmc è passato per diversi capitoli sino all’ultimo, pessimo, DmC: Devil May Cry, dato in sviluppo ai Ninja Theory che lo hanno, senza mezzi termini, distrutto e devastato. A partire da un design molto poco ispirato ad arrivare a profonde modifiche nel gameplay che lo hanno assolutamente affossato.
All’E3 2018 abbiamo avuto finalmente l’occasione di vedere Devil May Cry 5, nuovissimo capitolo della saga che, fortunatamente, Capcom ha ripreso a sviluppare internamente affidandolo a Hideaki Itsuno, reduce dai più che buoni Devil May Cry 3 e Devil May Cry 4 (a dire il vero anche del disastroso Devil May Cry 2 ma in quel caso è subentrato a pochi mesi dall’uscita ad un director che è rimasto anonimo, fortunatamente per lui). Nel primissimo trailer ci viene introdotto il protagonista, Nero, un nuovo stile grafico inedito per Capcom (e a dire il vero pericolosamente somigliante al terribile DmC: Devil May Cry) e alcuni personaggi tra cui Nico, nuova partner femminile che fornirà a Nero un nuovo braccio robotico chiamato Devil Breaker, in sostituzione del Devil Bringer che gli viene strappato via da una misteriosa figura che lo lascia a terra agonizzante. Alla fine del trailer ci viene mostrato un Dante invecchiato e dai capelli lunghi e, tramite un artwork, veniamo a sapere che ci sarà un terzo personaggio di cui ancora non conosciamo l’identità.
Da quanto mostrato Nero ha a disposizione le sue vecchie armi, la spada “Red Queen” e la pistola “Blue Rose” e il gameplay sembra molto somigliante a quello di Devil May Cry 4, il che è senza dubbio una buona cosa, le combo e l’utilizzo del nuovo del Breaker sono elementi che somigliano molto al titolo sopracitato, il tutto mosso dal RE Engine a 60 fps. Le possibilità che Devil May Cry possa finalmente tornare ai suoi standard ci sono tutte, vedremo se Capcom riuscirà a farci dimenticare l’abominio di Ninja Theory.